INTRODUZIONE
La contraddizione del nostro tempo
Facciamo tutto online. Paghiamo le tasse con un clic. Gestiamo il nostro denaro con app bancarie. Compiliamo moduli, inviamo documenti, firmiamo contratti. Utilizziamo lo SPID per accedere ai servizi della pubblica amministrazione, per identificare la nostra identità digitale, per operare in sicurezza. Ci dicono che è sicuro. Ci fidiamo. E lo usiamo.

Ma quando si tratta di votare – la cosa più importante, quella che decide chi governerà le nostre vite – torniamo indietro di decenni. Ci rechiamo in un seggio, mettiamo una scheda di carta in una busta, la infiliamo in un’urna. Un sistema lento, costoso, che richiede decine di migliaia di scrutinatori, giorni di spoglio, e che comunque non è esente da errori, brogli, contestazioni.
"LA DEMOCRAZIA NON PUÒ FUNZIONARE SE I CITTADINI NON HANNO FIDUCIA NEL SISTEMA. E LA FIDUCIA SI COSTRUISCE CON LA TRASPARENZA."
— Kofi Annan
Carta e busta: un sistema che non ha funzionato
Tanto fino ad adesso, con il sistema cartaceo, non è che sia andato meglio. Anzi, mi pare di capire peggio, visto i governi che abbiamo avuto. Le carte non hanno impedito le cattive gestioni, le promesse tradite, le leggi fatte per pochi. Allora perché continuiamo a difendere questo sistema come se fosse l’unico possibile?
Perché non votiamo in modo elettronico? Perché non creiamo un sistema digitale sicuro, trasparente, verificabile, dove ogni cittadino possa vedere a chi è stato assegnato il proprio voto? Dove chiunque possa controllare che il conteggio sia corretto? Dove la manipolazione sia impossibile perché ogni passaggio è tracciato e pubblico?
Le voci che seminano paura
Oramai facciamo tutto online. Appalti, bandi, forniture pubbliche, gare d’appalto: praticamente tutto è digitalizzato, trasparente, accessibile. Utilizziamo lo SPID per operazioni delicate. E se qualcosa va storto, le tracce rimangono. È più facile individuare un illecito digitale che un intervento manuale su una scheda di carta, dove non c’è traccia, non c’è storia, non c’è responsabilità.
Eppure, quando si parla di voto elettronico, improvvisamente tutti si svegliano. Sentiamo voci che dicono: “Non è sicuro”, “Si può hackerare”, “Non ci si può fidare”. Queste voci girano sui social, vengono ripetute dalle testate giornalistiche, diventano un’opinione diffusa. E alla fine, la gente si spaventa. E il sistema rimane quello di sempre.
CONCLUSIONE
Chi ha interesse a mantenere l’opacità?
Ma viene spontaneo chiedersi: chi alimenta queste voci? Perché mai qualcuno dovrebbe volere che il voto resti opaco, lento, difficile da controllare? Forse perché un sistema digitale trasparente renderebbe troppo evidenti le manipolazioni. Forse perché chi vince le elezioni non ha interesse a rendere più facile il controllo dei cittadini. Forse perché, in fondo, il sistema attuale – con le sue lungaggini, le sue opacità, la sua lentezza – conviene a qualcuno.
E allora torniamo al discorso del controllo delle masse di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti. Spesso l’opinione pubblica viene indirizzata in modo chirurgico, attraverso squadre apposite create apposta per divulgare fake news e allarmismi. Si seminano dubbi, si alimentano paure, si costruisce un consenso artificiale. E il risultato è ottenuto: la gente ha paura del voto digitale, e continua ad accettare un sistema che, di fatto, non ha mai garantito buon governo.
Una domanda che resta
Ma se possiamo fidarci dello SPID per accedere ai servizi dello Stato, se possiamo fidarci delle banche con i nostri soldi, se possiamo fidarci dei sistemi informatici con i nostri dati più sensibili, perché non possiamo fidarci di un sistema digitale per il voto? E se non ci fidiamo, perché non lo costruiamo in modo che sia inattaccabile?
Forse perché la verità è un’altra: il voto, oggi, non è fatto per essere controllato dai cittadini. È fatto per essere gestito da pochi. E a quei pochi, la carta e la busta vanno bene così. Perché sulla carta non rimangono tracce. Perché sulla carta non c’è responsabilità. Perché sulla carta, se qualcuno vuole manipolare, è molto più difficile scoprirlo.
La tua voce conta
Tu cosa pensi? Ti fideresti di un sistema di voto digitale? Credi che la trasparenza sia possibile? O preferisci il sistema attuale?
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“NON SMETTERE DI ESPLORARE. ALLA FINE DI TUTTO IL NOSTRO ANDARE RITORNEREMO AL PUNTO DI PARTENZA E CONOSCEREMO QUEL LUOGO PER LA PRIMA VOLTA.”
— T.S. Eliot


