PERCHÉ GLI STATI FANNO LEGGI PER LE IMPRESE E NON PER I CITTADINI?
Marzo 2, 2026

Febbraio 6, 2026

PERCHÉ DIAMO COSÌ TANTO POTERE A UN SINGOLO SOGGETTO?

Noi votiamo. Scegliamo qualcuno che ci promette cose. Lo eleggiamo. E poi, per anni, lui decide. Decide le tasse, le leggi, le scuole, le strade, la guerra, la pace. Noi, nel frattempo, aspettiamo. Spesso invano.

INTRODUZIONE

La contraddizione del nostro tempo

Facciamo tutto online. Paghiamo le tasse con un clic. Gestiamo il nostro denaro con app bancarie. Compiliamo moduli, inviamo documenti, firmiamo contratti. Utilizziamo lo SPID per accedere ai servizi della pubblica amministrazione, per identificare la nostra identità digitale, per operare in sicurezza. Ci dicono che è sicuro. Ci fidiamo. E lo usiamo.

Ma quando si tratta di votare – la cosa più importante, quella che decide chi governerà le nostre vite – torniamo indietro di decenni. Ci rechiamo in un seggio, mettiamo una scheda di carta in una busta, la infiliamo in un’urna. Un sistema lento, costoso, che richiede decine di migliaia di scrutinatori, giorni di spoglio, e che comunque non è esente da errori, brogli, contestazioni.

"LA DEMOCRAZIA È IL GOVERNO DEL POPOLO, PER IL POPOLO, MA IL POPOLO DIMENTICA TROPPO SPESSO DI ESSERE IL SOVRANO."

— Abraham Lincoln (parafrasi)

Un’altra strada è possibile

Forse il potere non dovrebbe essere dato a qualcuno perché decida per noi. Forse il potere dovrebbe essere sempre e comunque nelle mani dei cittadini. Non solo per scegliere chi delegare, ma per decidere ogni volta che c’è una scelta importante. L’ultima parola, su ogni cosa, dovrebbe essere del popolo. Sempre.

CONCLUSIONE

In alcuni paesi esistono forme di democrazia partecipativa: assemblee, referendum, bilanci condivisi. I cittadini discutono, propongono, votano. Le decisioni sono più condivise. La fiducia cresce. Perché da noi non proviamo?

Forse perché a chi sta al potere conviene che i cittadini si limitino a votare ogni tanto e poi tornino a casa. Un popolo che partecipa è più difficile da governare. Ma forse, se fossimo tutti insieme i politici di noi stessi, scopriremmo che non abbiamo bisogno di qualcuno che governi per noi. Possiamo governarci da soli.
La tua voce conta

Immagina un mondo in cui l’ultima parola è sempre del popolo. Come sarebbe? Credi che sia possibile? Ti senti rappresentato da chi ti governa?

💬 Partecipa al dialogo

Le domande, quando sono condivise, diventano più forti. Lascia un commento qui sotto o scrivimi direttamente. Questo spazio è tuo.

“NON SMETTERE DI ESPLORARE. ALLA FINE DI TUTTO IL NOSTRO ANDARE RITORNEREMO AL PUNTO DI PARTENZA E CONOSCEREMO QUEL LUOGO PER LA PRIMA VOLTA.”
— T.S. Eliot

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