INTRODUZIONE
Le leggi, oggi, sembrano girare attorno alle imprese. Agevolazioni, incentivi, normative pensate per favorire chi produce, chi investe, chi crea ricchezza. Quando un’impresa inquina, spesso paga una multa e continua. Quando un cittadino getta una cartaccia per terra, rischia una sanzione pesante. Quando un’impresa sfrutta i lavoratori, al massimo paga un contributo. Quando un cittadino evade poche centinaia di euro, rischia conseguenze ben più severe.

Ma perché? Perché le aziende, essendo ben organizzate, hanno imparato a farsi ascoltare. Hanno uffici legali, lobbisti, consulenti, rappresentanti. Possono permettersi di stare nei luoghi dove le leggi si scrivono, di farsi ricevere, di influenzare le decisioni. E la ricchezza, si sa, fa da padrone.
"LE LEGGI, COME LE RAGNATELE, TRATTENGONO LE MOSCHE E LASCIANO FUGGIRE GLI UCCELLI."
— Anonimo (attribuito a vari autori)
Il popolo senza organizzazione
Il popolo, invece, non ha questa organizzazione. I cittadini sono individui sparsi, ognuno con i propri problemi, le proprie urgenze, le proprie giornate già piene. Non hanno uffici legali, non hanno lobbisti, non hanno il tempo né i mezzi per stare nelle anticamere del potere. Non esiste un modo – o almeno, io non ne conosco – per unire milioni di cittadini in un’unica voce che faccia pressione con la stessa forza di una multinazionale.
E così, le aziende ben strutturate ne traggono beneficio. Spesso a discapito del popolo. A discapito del singolo cittadino, che si trova a subire leggi fatte per proteggere chi inquina, chi sfrutta, chi elude, mentre a lui resta solo il dovere di pagare, di obbedire, di adattarsi.
“LA GIUSTIZIA NON È UGUALE PER TUTTI QUANDO CHI HA PIÙ SOLDI PUÒ COMPRARE MIGLIORI AVVOCATI E CHI HA PIÙ POTERE PUÒ SCRIVERE LE REGOLE.”
— Noam Chomsky
CONCLUSIONE
nvertire la prospettiva
Perché non invertiamo la prospettiva? Perché non facciamo leggi che mettono al primo posto i cittadini, la loro salute, il loro lavoro, la loro dignità? Perché non obblighiamo le imprese a dimostrare che non danneggiano la comunità, invece di obbligare i cittadini a dimostrare che non danneggiano le imprese?
Forse perché chi scrive le leggi spesso viene da quel mondo o ci torna dopo. Forse perché il potere della ricchezza è più forte della volontà di chi non ha né tempo né mezzi per opporsi.
E se il popolo riuscisse a organizzarsi? Se trovasse il modo di unirsi con la stessa efficacia con cui si uniscono le aziende? Forse le cose potrebbero cambiare.
La tua voce conta
Come si fa a unire milioni di cittadini in un’unica voce? Hai qualche idea? Ti sei mai sentito impotente di fronte a leggi che sembrano fatte per proteggere qualcun altro?
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“NON SMETTERE DI ESPLORARE. ALLA FINE DI TUTTO IL NOSTRO ANDARE RITORNEREMO AL PUNTO DI PARTENZA E CONOSCEREMO QUEL LUOGO PER LA PRIMA VOLTA.”
— T.S. Eliot


